Organigramma

Comune di Fano – Fondazione Cassa di Risparmio di Fano – Università Politecnica delle Marche – Università degli Studi di Urbino Carlo Bo – Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo

Luciano Filippo Bracci Anselmi Medici, nato a Roma il 29 gennaio 1948 e diplomato al Liceo Classico Guido Nolfi di Fano, ha conseguito la Laurea in Giurisprudenza presso l’Università “La Sapienza” di Roma. Avvocato amministrativista esperto in diritto dei Beni Culturali. Impegnato attivamente nel settore, ricopre la carica di Vice Presidente nazionale e Presidente della Sezione Marche dell’Associazione Dimore Storiche Italiane (Ente Morale D.P.R. 26 nov. 1990), associazione che ha per scopo la conservazione, valorizzazione e gestione delle dimore storiche di proprietà privata, contribuendo in tal modo alla tutela di un patrimonio culturale la cui conoscenza e salvaguardia sono di interesse pubblico.
Inoltre è Presidente della Fondazione Erminio Zel Sipari – Onlus di Pescasseroli e Socio della Fondazione Cassa di Risparmio di Fano.
In linea con quelli che sono i suoi interessi ricopre anche dal luglio 2012, la carica di Presidente del Centro Studi Vitruviani di Fano, associazione che si occupa di studi e ricerche sui temi della classicità con particolare riferimento all’opera di Vitruvio e alla sua influenza su tutto lo sviluppo dell’architettura classica e occidentale.

Dott. Dino Zacchilli

Si è sempre occupato, professionalmente, presso la Provincia di Pesaro e Urbino, di attività culturali, di recupero dei beni storici, di valorizzazione del patrimonio culturale del territorio, dalle grandi città ai piccoli borghi. Come amministratore della città di Fano, di cui è stato vicesindaco e assessore all’urbanistica e alle opere pubbliche, ha coordinato e seguito direttamente gli interventi di restauro, realizzati negli anni 2000-2003, dei principali monumenti storici della città: Arco d’Augusto, Mura Augustee, Rocca Malatestiana, Bastione Sangallo, Torre S. Elena. E fu proprio in occasione della presentazione del restauro delle mura romane che Pierre Gros, su suo invito, venne a Fano per la prima volta e tenne una indimenticata lezione, rimasta poi un riferimento fondamentale per la costituzione di un Centro Studi dedicato a Vitruvio.

Oscar Mei è ricercatore universitario e prenderà servizio come Professore associato il 1 novembre 2020, presso il Dipartimento di Scienze della Comunicazione, Studi Umanistici e Internazionali – DISCUI dell’Università di Urbino. È professore di “Archeologia e Storia dell’Arte Greca e Romana” presso il Corso di Laurea in Conservazione e restauro dei Beni Culturali e di “Archeologia delle Province Romane” presso il Corso di Laurea in Lettere.

Diplomato al Liceo Classico “G. Nolfi” di Fano, si è laureato in lettere classiche con il massimo dei voti presso l’Università di Urbino, si è specializzato in Archeologia Classica presso l’Università Cattolica di Milano e ha conseguito il Dottorato di Ricerca in “Archeologia Romana del Maghreb e della Cirenaica”, presso l’Università degli Studi di Macerata.

Allievo di Mario Luni, ha partecipato insieme al suo maestro a scavi in Italia e all’estero (in Libia dal 1997, a Forum Sempronii e lungo la via Flaminia dal 1993, a Selinunte dal 2010) e oggi porta avanti i cantieri di scavo e i progetti da lui ereditati, oltre a nuovi programmi di ricerca.

È attualmente direttore della Missione Archeologica Italiana a Cirene e all’arco di Marco Aurelio e Lucio Vero di Tripoli (Libia); direttore della Missione Archeologica dell’Università di Urbino al Tempio G di Selinunte e direttore scientifico dello scavo archeologico di Forum Sempronii (Fossombrone, PU). Ha inoltre diretto scavi nel municipio romano di Pitinum Pisaurense (Macerata Feltria) e a Fano presso la Chiesa di Santa Maria del Mare.

È direttore del Museo Civico Archeologico “A. Vernarecci” di Fossombrone e responsabile dei contenuti archeologici del Museo della Flaminia, ospitato all’interno della Chiesa di San Michele di Fano.

È responsabile scientifico, insieme al Prof. Bellon dell’Università spagnola di Jaén, del progetto di ricerca “Battaglia del Metauro”, volto a identificare il luogo dell’epico scontro tra Romani e Cartaginesi del 207 a.C.

Ha organizzato mostre di archeologia, tra cui quella a Fossombrone sulla “Vittoria di Kassel” (2014) e convegni scientifici di archeologia (tra cui quelli in memoria di Mario Luni a Urbino e a Fano nel 2015).

Le sue linee di ricerca spaziano dalla ceramica greca arcaica all’architettura e urbanistica greca e romana, alla topografia antica.

È autore di circa 100 pubblicazioni a stampa edite su volumi, atti di convegni, enciclopedie e riviste di carattere internazionale. Ha partecipato come relatore a numerosi convegni di rilevanza internazionale in Italia e all’estero.

È direttore della collana “Cirene-Atene d’Africa” delle Monografie di Archeologia della Libia, nonché membro del comitato scientifico della collana “Etudes Libyennes”, della Sorbonne di Parigi e della rivista “Quaderni di Archeologia della Libia”.

Il suo volume monografico “Cirene e la ceramica laconica”, del 2013, è stato presentato all’Accademia dei Lincei-Classe di Scienze Morali, Storiche e Filosofiche, nell’adunanza del 14 febbraio 2014.

È socio effettivo dell’Accademia Marchigiana di Scienze, Lettere ed Arti, Socio Ordinario della Scuola Archeologica di Cartagine, Socio Corrispondente della Deputazione di Storia Patria per le Marche nonché socio della Society of Libyan Studies.

Prof. Eugenio La Rocca

Ha insegnato nelle Università di Siena e di Pisa. Dal 1993 al 2008 è stato Sovraintendente ai Beni Culturali del Comune di Roma. Dal 1997 è stato direttore degli scavi dei Fori Imperiali, e dal 2004 degli scavi nel palazzo della Provincia di Roma (case romane e tempio del divo Traiano). Dal 2010 è direttore di una campagna di perlustrazione archeologica nel territorio di Crotone. I suoi principali lavori scientifici vertono su problemi della cultura figurativa di età greca e romana, sui rapporti tra arte ed ideologia politica, sulla topografia e sui monumenti di città ellenistiche e principalmente di Roma, sul tema del paesaggio nell’antichità. Ha ideato e coordinato alcune importanti mostre a Roma ed all‘estero (Aurea Roma. Dalla città pagana alla città cristiana, 2000; Trionfi romani, 2008; Roma. La pittura di un impero, 2009; I giorni di Roma, L’età della conquista, 2010; I giorni di Roma. I ritratti. Le tante facce del potere, 2011); I giorni di Roma. L’età dell’equilibrio, 2012; Augusto, 2013). Ha coordinato inoltre l’esposizione delle sculture del Palazzo dei Conservatori nella Centrale Montemartini; il riassetto dei Musei Capitolini con il nuovo padiglione espositivo nel Giardino Romano del Palazzo dei Conservatori, su progetto di Carlo Aymonino, il nuovo Museo dell’Ara Pacis, su progetto di Richard Meier; il nuovo Museo dei Fori Imperiali nei Mercati di Traiano. E’ Socio Ordinario dell’Accademia dei Lincei; Socio Ordinario dell’Istituto di Studi Romani; Socio Corrispondente dell’Accademia Spagnola di Scienze, Lettere ed Arti; Corresponding Member dell’Archaeological Institute of America.

Prof. Antonello Alici

Alici Architetto, Ph.D., è Professore associato di Storia dell’Architettura, Componente del Consiglio della Scuola di dottorato in Scienze dell’Ingegneria e del Collegio docenti del Corso di dottorato in Ingegneria Civile, Ambientale, Edile e Architettura dell’Università Politecnica delle Marche. È titolare del corso “Cultural Landscapes” alla Scuola di Dottorato e componente del Centro di Ricerca Interdipartimentale sul Paesaggio (CIRP). Visiting Professor all’International Doctoral Programme in “Architectural Heritage Management and Tourism” della Silpakorn University, Bangkok; già Visiting Professor alla Aalto University di Helsinki e al Royal Institute of Technology di Stoccolma. È componente dell’Osservatorio nazionale per la Qualità del Paesaggio del MIBACT. E’ promotore del progetto internazionale di ricerca ‘GDC 100’ sull’attualità dell’opera di Giancarlo De Carlo presso l’Accademia Nazionale di San Luca. Nel 2020 e 2016/2017 è stato Visiting Scholar presso l’Università di Cambridge per svolgere un progetto di ricerca sui rapporti tra Gran Bretagna e Italia nell’architettura del dopoguerra. Dopo l’attività di ricerca sull’architettura del Rinascimento svolta nel corso di dottorato presso l’Università di Chieti-Pescara (tesi su “La chiesa a pianta centrale del Rinascimento in Umbria: le Diocesi di Foligno, Todi e Spoleto”), i suoi interessi prevalenti sono orientati sull’architettura dell’Ottocento e del Novecento nei Paesi Nordici, in Gran Bretagna e in Italia. L’attività di ricerca sulle Marche è stata condotta a partire dal censimento regionale degli archivi di architetti e ingegneri dall’Unità d’Italia e come responsabile del programma di ricerca “L’architettura nelle Marche dal 1945 ad oggi. Selezione delle opere di qualità” finanziato dal Mibact nel 2016-2017. Ha promosso seminari, mostre e pubblicazioni sul tema, ha coordinato una rubrica sull’architettura contemporanea nelle Marche per la testata “Corriere Adriatico”. È fondatore e direttore della summer school internazionale e interdisciplinare “Living with Earthquakes” impegnata nelle strategie per la prevenzione e ricostruzione delle aree colpite dal terremoto del 2016/17. Già Presidente dell’Associazione nazionale degli Archivi di Architettura Contemporanea AAA Italia e Segretario nazionale di Italia Nostra. La sua attività di ricerca e didattica mirano alla conoscenza e alla sensibilizzazione per la tutela del patrimonio storico-architettonico e del paesaggio.

Prof. Howard Burns

Scuola Normale di Pisa. Laureato in Storia (antica e moderna) all’Università di Cambridge nel 1961 è stato Fellow di King’s College a Cambridge. È stato poi docente di storia dell’arte e dell’architettura al Courtauld Institute di Londra, Slade Professor of Fine Art presso la University of Cambridge e Professorial Fellow al King’s College. Ha ricoperto la carica di Professor ordinario of Architecture, Robert C. and Marian K. Weinberg Professor of Architecture alla Harvard University e professore ordinario di storia dell’architettura all’Università di Ferrara. E’ stato fellow alla Villa I Tati a Firenze, professore presso l’Università IUAV di Venezia, Visiting Professor al MIT e Senior Lecturer in the History of Architecture alla Harvard University. Ha tenuto corsi e seminari a Cambridge, Londra, negli Stati Uniti e in Italia, spesso in collaborazione con altri studiosi tra cui Anthony Blunt, John Shearman, Micheal Hirst, Gü lru Necipoglu, Manfredo Tafuri, James Ackerman, Jorge Silvetti, William J. Mitchell.
Ha avuto un ruolo di rilievo nell’organizzazione delle seguenti mostre: Palladio e l’Europa del Nord , (Vicenza, 1999); John Soane Architetto , 2000; John Soane e i Ponti di Legno in Svizzera , 2002, e nella preparazione della mostra Andrea Palladio e la Villa Veneta da Petrarca a Carlo Scarpa (marzo-luglio 2005). Ha inoltre collaborato all’organizzazione di varie mostre su Palladio in Italia e all’estero, oltre che su Raffaello, Giulio Romano e Francesco Giorgio. Dal 1995 è Presidente del Consiglio Scientifico del Centro Internazionale di Studi di Architettura Andrea Palladio a Vicenza.

Prof. Giovanni Carbonara

Architetto e professore emerito di Restauro architettonico presso la “Sapienza” Università di Roma, ove ha diretto la ‘Scuola di Specializzazione in Beni Architettonici e del Paesaggio”. Già componente del Consiglio Superiore per i Beni Culturali e Paesaggistici e Presidente del Comitato tecnico-scientifico per il Paesaggio del MiBACT, è stato anche commissario del Ministero degli Affari Esteri per la costruzione e il restauro delle ambasciate d’Italia all’estero. Ha fatto parte del Gruppo di Lavoro, istituito dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, per l’elaborazione delle Linee di indirizzo per l’uso efficiente dell’energia nel patrimonio culturale. È stato membro del ‘Comitato Tecnico Scientifico della Struttura del Commissario straordinario di Governo per la ricostruzione nei territori dei Comuni delle Regioni di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria interessati dall’evento sismico del 24 agosto 2016’ e del Gruppo di lavoro interministeriale tra il Consiglio Superiore LL.PP. e il Consiglio Superiore dei Beni Culturali e paesaggistici, per l’atto di indirizzo relativo all’aggiornamento delle Linee guida per la valutazione e riduzione del rischio sismico del patrimonio culturale. Ha pubblicato studi di storia dell’architettura e restauro, fra i quali: La reintegrazione dell’immagine (1976), Iussu Desiderii. Montecassino e l’architettura campano-abruzzese nell’un­dicesimo secolo (1979, 2014), Avvicinamento al restauro. Teoria, storia, monumenti (1997), Trattato di restauro architettonico (1996-2011, 12 voll.), Architettura d’oggi e restauro. Un confronto antico-nuovo (2011), Restauro architettonico: principi e metodo (2012), Il restauro fra conservazione e modificazione. Principi e problemi attuali (2017), Danni da sisma: prevenzione e riparazione come temi di restauro, in Restauro e terremoto. I beni culturali della Capitanata (2018), Beni culturali e danni da terremoto: ricostruire in sicurezza ma secondo i principi del restauro, in Bonito Oliva, Achille – Carbonara, Giovanni – De Felice, Gianmarco. Il tempo nuovo della tradizione. Confronti tra conservazione e innovazione, a cura di Federica Ribera (2019). Ha curato, direttamente o come consulente, numerosi restauri, come quello dell’Arco di Augusto e delle mura romane di Fano, della Biblioteca Classense a Ravenna, della Villa Reale di Monza e dei suoi giardini di pertinenza; della chiesa paleocristiana di S. Stefano Rotondo, del complesso dei SS. Quattro Coronati, delle facciate di Palazzo Montecitorio e di altre sedi della Camera dei Deputati, della cappella di papa Pio IX nella basilica di S. Lorenzo f.l.m., della facciata di Palazzo Stati-Cenci-Maccarani, pertinenza del Senato della Repubblica, in Roma; del grattacielo Pirelli, quale membro dell’apposita Commissione tecnico-scientifica istituita dalla Regione, e del Palazzo Citterio come estensione della sede di Brera, a Milano; del deambulatorio della Basilica di S. Antonio in Padova; del duomo di Modena; della cattedrale di Matera; della facciata della cattedrale di Ferrara; del Ponte degli Alpini a Bassano del Grappa ed anche, sotto il profilo della valorizzazione, delle mura urbiche dell’Aquila. Medaglia d’oro dei Benemeriti della Cultura e dell’Arte (conferita dal Presidente della Repubblica, 2008). Vincitore dell’“ICCROM Award for the biennium 2016-2017” per i meriti speciali conseguiti nel campo della conservazione, protezione e restauro del patrimonio culturale (2016-17). Vincitore del “Prix de l’Académie d’Architecture”, Parigi, Accademia di Architettura (2020).

Dott.ssa Maria Raffaella Ciuccarelli

Laurea in lettere classiche nel 1997 università di Urbino con tesi in Etruscologia su una necropoli di Cerveteri, 110 e lode

Scuola di specializzazione in Archeologia, indirizzo classico, a Pisa, diplomata nel 2001 con tesi in Etruscologia sulla diffusione di ceramica greca arcaica nell’Etruria nord. 70/70 e lode. La tesi è stata pubblicata sotto forma di saggio nella rivista Agoghé.

Ha conseguito due dottorati di ricerca presso l’università di Pisa: il primo discusso nel 2005 in Storia antica, con tesi sulla romanizzazione del Piceno, e il secondo nel 2015 in Archeologia, sullo sviluppo della necropoli di Cerveteri già studiata per la tesi. La prima tesi è stata pubblicata e la seconda è in corso di stampa.

Ha conseguito nel 2008 l’idoneità da ricercatore CNR per l’Istituto per lo studio delle civiltà del Mediterraneo antico (ora ISMA)

Ha conseguito due abilitazioni scientifiche nazionali all’insegnamento universitario da professore associato, nella classe di archeologia, nel 2014 e nel 2018.

Ha conseguito nel 2000 l’abilitazione all’insegnamento della storia dell’arte nei licei classici .

Titolare di contratti di ricerca, dal 2005 al 2008,  per la cattedra di Topografia antica dell’Università di Pisa e cultore della medesima materia, ha condotto dal 1999 al 2008, con responsabilità di progettazione scientifica e direzione sul campo delle squadre, ricognizioni topografiche a Volterra e nell’alta val di Cecina, e, in modo continuativo per tutto il periodo, nel territorio di Fermo,  studiando in particolare il popolamento rurale etrusco e piceno, con molti contributi a stampa e una monografia dedicata (Inter duos fluvios, 2012).

Negli stessi anni ha collaborato, anche come cultore della materia, alle attività della cattedra di Etruscologia dell’Università di Urbino, partecipando, come responsabile di scavo e coordinatore dell’attività di catalogazione in magazzino, alla missione delle Università di Urbino, Viterbo, Cambridge presso il santuario etrusco di Hercle a Cerveteri dal 1994 al 2007, tenendo lezioni e seminari anche per il corso di Metodologia della ricerca archeologica.

Ha svolto attività di collaboratrice esterna della Soprintendenza archeologica delle Marche dal 2001 al 2009, occupandosi in particolare di classificazione e studio di contesti ceramici, sfociati in contributi a stampa fra cui il catalogo della mostra Potere e splendore del 2007, ma anche collaborando con la direzione del Museo Nazionale delle Marche per visite guidate, rifacimento supporti didattici etc.

Vincitrice nel 2009 di concorso MIBACT, dal 2010 è Funzionario archeologo presso il MIBACT (già soprintendenza per i beni archeologici delle Marche, ora Archeologia, Belle Arti e Paesaggio). Dal 2016 al 2020 è stata Coordinatore dell’Area patrimonio archeologico della SABAP.

Come funzionario ha seguito comuni prevalentemente del nord delle Marche, fra cui Pesaro, Senigallia e Ancona (dal 2014), con l’eccezione di Fermo, sviluppando una esperienza di vario genere in numerosi aspetti legati alla tutela e alla valorizzazione, con:

  • archeologia preventiva particolarmente riferita all’archeologia urbana (ha diretto i cantieri di scavo dell’ampliamento a tre corsie dell’A14, di riqualificazioni urbane di grande impatto condotte idriche etc),
  • allestimenti di musei e mostre permanenti (Chiaravalle, Jesi),
  • progetti di ricerca interni (in corso un progetto sugli abitati piceni del nord delle Marche) e in collaborazione con atenei (in corso una convenzione con Unibo per lo studio della topografia di Ancona)
  • organizzazione di aperture straordinarie di siti, ad esempio come l’anfiteatro di Ancona,
  • attività di divulgazione anche via televisione (pillole di archeologia, che ha coordinato per tgr Marche), conferenze, visite guidate
  • supporto all’attività dei carabinieri del Nucleo Tutela patrimonio culturale,
  • coordinamento di pubblicazioni edite e in corso, come gli Atti della Giornata di Studi Riscoperte e la pubblicazione degli scavi del porto romano di Ancona.

Il principale progetto in corso è il Parco culturale della città di Ancona, che mira alla riqualificazione delle aree archeologiche del centro storico di Ancona, che si interseca con ulteriori progetti mirati aree archeologiche della città, come lo scavo e il restauro della domus di via Buoncompagno; ulteriori progetti riguardanti carte del potenziale archeologico e riqualificazione di aree archeologiche urbane riguardano Pesaro e Senigallia.

Prima dell’entrata in servizio ha partecipato a numerosissimi scavi in Italia, prevalentemente fra Lazio e Toscana in ambito etrusco (Cerveteri, Volterra, Monti della Tolfa, Ponsacco (PI)), ma anche in ambito romano nelle Marche (Fossombrone), in ambito fenicio e greco coloniale in Sardegna (Monte Sirai) e in Calabria (Kaulonia).

Come funzionario nel corso dei dieci anni di servizio ha diretto numerosissimi scavi di entità varia, anche molto consistenti, su tutto il territorio, dandone anche notizia su riviste scientifiche e in ambito di convegni specialistici, ad Ancona, Pesaro, Senigallia, Fano, Jesi, Chiaravalle, Falconara, Cagli, Fermo, dall’età del Bronzo al tardo Medio Evo, e ha seguito interventi di archeologia dell’architettura su manufatti post classici. Ha assunto più volte il ruolo di RUP, direttore dei lavori e, più di recente, coordinatore di gruppo di progettazione.

È autore di una monografia e 56 articoli a stampa, nell’ambito prevalente dell’etruscologia e archeologia italica, con specifica attenzione per Cerveteri, Volterra e la civiltà picena, ma anche della topografia antica con specifica attenzione per il territorio della colonia di Firmum Picenum, sotto il profilo sia delle classi ceramiche sia delle tecniche edilizie non deperibili, ma anche delle fortificazioni antiche e della viabilità. Alcuni contributi riguardano anche temi di fruizione e valorizzazione di siti archeologici e contraffazione dei reperti archeologici.

Prof. Francesco Paolo Di Teodoro

Politecnico di Torino. Nato nel 1953, laureato in Architettura presso l’Università degli Studi di Firenze con Salvatore Di Pasquale nel 1977, discutendo una tesi sulla cupola di Santa Maria del Fiore, Dottore di Ricerca in «Storia e Critica dei Beni Architettonici e Ambientali», è attualmente Professore ordinario di Storia dell’Architettura al Politecnico di Torino e docente presso il Dottorato di Ricerca in «Beni architettonici e paesaggistici» (Polito), di cui coordina uno degli indirizzi. Ha insegnato alla Scuola di Specializzazione in Storia dell’Arte medievale e moderna dell’Università di Roma «La Sapienza» ed è stato Professeur Invité all’École Pratique des Hautes Études, Paris (2011). Dirige (con Lucia Bertolini) il “Centro internazionale di studi umanistici e rinascimentali” (CISUR) di Penne; è Accademico dell’Accademia Raffaello di Urbino e dell’Accademia Clementina di Bologna nonché Socio AHAI, RSA e CAA. È stato coordinatore nazionale PRIN 2006-2008 e 2008-2010 ed è Delegato alla ricerca del Dipartimento di “Architettura & Design” (Polito). Ha fatto parte del gruppo di lavoro per l’edizione nazionale delle opere di Piero della Francesca e del Comitato scientifico delle mostre leonardesche di Bologna (1985) e Malmö (1993). Menzione di merito al «Premio Giulio Romano per la Storia e la critica d’arte» (1996), organizzatore di convegni, è vicedirettore di «Accademia Raffaello. Atti e studi», membro del Collegio di Direzione di «HVMANISTICA: An international journal of early Renaissance studies», e di «Albertiana», redattore della rivista internazionale di studi leonardiani «Achademia Leonardi Vinci», di cui è stato pure Special Editorial Consultant. È membro del Comitato scientifico di «Opus incertum» e del Comitato Esecutivo di «Johann Joachim Winckelmann e l’Italia», progetto di ricerca e di divulgazione organizzato dall’Accademia Clementina di Bologna e dall’Accademia Raffaello di Urbino. Dirige (con Giorgio Cricco) Itinerari regionali, collana editoriale della casa editrice Zanichelli, Bologna, con la quale (G. Cricco coaut.) ha pubblicato il manuale di storia dell’arte Itinerario nell’arte (prima ed. 1996, quarta edizione in corso). Collabora con numerose riviste di storia dell’architettura e storia dell’arte. Ha pubblicato saggi e libri su Vitruvio, Brunelleschi, Alberti, Piero della Francesca, Francesco di Giorgio, Raffaello, Leonardo, Bramante, Palladio e Ammannati. Ha curato le edizioni critiche dell’Opinio di Donato Bramante (2001), della Lettera a Leone X di Raffaello e Baldassar Castiglione (1994, 2003; ed. francese 2005) e dei disegni del Libellus de quinque corporibus regularibus di Piero della Francesca (1995). Lavora alle edizioni della traduzione vitruviana di Fabio Calvo per Raffaello, del ms. torinese della traduzione vitruviana di Jean Martin e del trattato Del moto e misura dell’acqua di Leonardo.

Prof. Pierre Gros

Università Aix En Provence Marsiglia. Pierre Gros, nato nel 1939, è stato allievo della Ecole normale supérieure di Parigi (1960-1964) , membro e poi direttore degli studi antichi della Scuola francese di Roma (1966-1969; 1972-1976), professore all’Università di Aix-Marseille I (dal 1976), titolare della cattedra nazionale di civiltà romana dell’Institut universitaire de France (da 1995). E’ emerito dal 2005. E’ stato membro e poi direttore della missione archeologica francese di Cartagine per l’UNESCO (1974-1982), fondatore e direttore dell’Institut de recherche sur l’architecture antique del CNRS (1980- 1996). E’ Membro del consiglio scientifico del CISA (dal 1997), Accademico di San Luca, Roma (dal 1999), Corrispondente della Académie des Inscriptions et Belles-Lettres, Paris (dal 2003), Membro della Academia Europaea di Londra (2004). Ha ricevuto, il 24 giugno, dall’Accademia nazionale dei Lincei a Roma il Premio internazionale “Antonio Feltrinelli” 2010, per l’archeologia.

Prof.ssa Ingrid Rowland

Prof. Werner Oechslin

Professore emerito di storia dell’arte e dell’architettura del Politecnico federale di Zurigo (Federal Institute of Technology). Nato nel 1944 è stato assistente dal 1971-1974 all’Università di Zurigo e ha insegnato al MIT di Cambridge Mass. dal 1975 al 1978. Nel 1979/1980 ha insegnato alla Freie Universität di Berlino. Dal 1980 al 1985 ha insegnato a Bonn dove ha conseguito il ruolo di professore ordinario in Storia dell’Arte. Nel 1985 si trasferisce a Ginevra (Ecole d’Architecture), e poco più tardi all’ETH, dove ha insegnato dal 1985-2010 e diretto il GTA Institut (Istituto per la Storia e Teoria dell’Architettura) dal 1986 al 2006. Nel 1987 è stato professore a contratto presso la Harvard Graduate School of Design. E’ stato coeditore di Dedalo / rivista di architettura di Berlino (1981-1996) ed è nel consiglio scientifico di diverse riviste di architettura. Ha costituito il Centro di Studio presso il CCA di Montréal ed è stato membro del Consiglio di fondazione. E ‘stato anche membro del consiglio scientifico durante la fondazione e primi passi della scuola di architettura di Mendrisio (USI / Università della Svizzera Italiana). E’ attualmente nel Comitato Scientifico della Internationale Bauakademie di Berlino e membro del consiglio scientifico del Centro Internazionale di Studi dell’Architettura A. Palladio di Vicenza. E’ fondatore della “Stiftung Bibliothek Werner Oechslin”, che nel 1998 ha trasformato in Fondazione con sede in un edificio costruito su progetto di Mario Botta e inaugurato nel 2006. Nel 2007 è stato insignito “Kulturpreis der puntate nell’entroterra”. Werner Oechslin è autore di numerose pubblicazioni, in particolare nel campo della storia dell’architettura del Rinascimento, concentrandosi sulla teoria architettonica, sugli studi barocchi, l’architettura moderna e contemporanea, sulla storia intellettuale (“Wissensformen”). La sua vasta bibliografia fino al 2004 è stato pubblicata nella Festschrift (pubblicazione celebrativa) a lui dedicata (S.Claus / B.Maurer / M.Gnehm, weiterdenken Architektur, Zurigo, 2004). Tra le sue pubblicazioni più importanti si citano: Stilhülse und Kern (1996, inglese 2002, italiano 2004); Moderne Entwerfen. Architektur und Kulturgeschichte (Köln, 1999), Einsiedeln, Kloster und Dorf, nella serie “Kunstdenkmäler der Schweiz” (2003, insieme ad Anja Buschow Oechslin); Palladianismus (2008, italiano 2006), “Per facilitare la loro acquisizione”, un saggio pubblicato con la ristampa di “Elementi di Euclide” di Oliver Byrne nel 1847 (2010). Ha contribuito in modo sostanziale a grandi mostre come “Trionfo del Barocco” (Torino 1999), “Griechische Klassik. Idee oder Wirklichkeit” (Berlino / Bonn 2002), Gottfried Semper (Monaco / Zurigo 2003). Ha curato numerose monografie e cataloghi del Gta Institute (l’ultima: “Sigfried Giedion und die Fotografie”, 2010). Suoi interessi specifici si riflettono in studi recenti, come “Ozenfant, Le Corbusier e Psychophysik”, “geometrisch werkt Dio” (studio sulle basi di De Stijl), “Auf einen Blick!” (Sulla percezione e vantaggi del ‘visivo’), il ‘sublime’ in St.Peter ‘s Roma, su’ Wissensformen ‘(“… und welche speculirt Vernunft nicht …”: Nebengebäude und andere architektonische! 2008). Alcuni dei suoi studi collegati alla sua libreria sono pubblicati in SCHOLION. Organizza gli annuali “corsi estivi sul barocco” e “simposi di architettura” e altre conferenze nella sua Biblioteca di Einsiedeln.

Carmine Riggioni