IL PROGETTO PER IL TIBURIO DEL DUOMO DI MILANO

Categoria: Autore: Giulia Ceriani Sebregondi

di Giulia Ceriani Sebregondi

“Leonardo da Vinci, giunto a Milano nel 1482, non aveva ancora avuto alcuna esperienza diretta come architetto prima del 1487, momento in cui fu coinvolto nel “concorso” per la costruzione del tiburio del Duomo di Milano, la grande cupola all’incrocio dei bracci della chiesa.

[…]

Possediamo i frammenti iniziali di una sua lettera non datata e forse mai spedita, che avrebbe dovuto illustrare ai fabbricieri del Duomo il suo modello per il tiburio. Richiamandosi all’interpretazione antropomorfa delle forme architettoniche di ispirazione vitruviana, Leonardo propose di pensare all’architetto come a un medico e all’architettura del Duomo come a un corpo malato: «Signori padri diputati, sì come ai medici, tutori, curatori de li ammalati, bisogna intendere che cosa è omo, che cosa è vita, che cosa è sanità […]. Questo medesimo bisogna al malato domo, cioè uno medico architetto».

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Tra i disegni universalmente attribuiti a Leonardo e riferibili al tiburio, l’unico simile a un disegno esecutivo, nonché l’unico di tipo costruttivo nel corpus dei disegni architettonici di Leonardo, è la celebre sezione contenuta nel Codice atlantico, f. 850r, insieme al suo precedente nel f. 851r . I due disegni sono eseguiti alla stessa scala, che corrisponde al rapporto di 1:144, e il f. 851r è servito come base per realizzare il f. 850r…”

Estratto dal catalogo della mostra “Leonardo e Vitruvio. Oltre il cerchio e il quadrato” Collana del Centro Studi Vitruviani – Marsilio Editori